Critico sui social? Attenzione! Potrebbe essere un reato

La pubblicazione di post contenenti affermazioni lesive della reputazione sulle pagine social degli amministratori locali utilizzate per finalità istituzionali integra il reato di diffamazione aggravata dall’utilizzo di un mezzo di pubblicità, anche quando costituisce la reazione a un grave disservizio, quale l’interruzione dell’erogazione dell’acqua.

La Corte di Cassazione ricorda che la critica politica è lecita, anche se espressa con toni aspri, polemici e provocatori, quando riguarda le scelte amministrative o le iniziative politiche ma non deve travalicare il limite del rispetto della sfera morale altrui, trascendendo nell’offesa o nel mero dileggio personale.

L’esercizio del diritto di critica politica, pertanto, non legittima l’uso di espressioni offensive della dignità e dell’onore della persona, pur essendo il destinatario una figura istituzionale.

Art. 595 c.p., art. 51 c.p.

26838/2026, Corte di Cassazione, Quinta Sezione Penale – 16.07.2026

Praticante Avvocato Anna Maria Casillo

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