Reati contro il patrimonio: basta una minaccia per escludere la non punibilità prevista per i familiari?

La Corte di Cassazione, con una recente pronuncia, ha ricordato che chi commette un reato contro il patrimonio a danno di un prossimo congiunto è punibile se ha agito con violenza fisica nei confronti della persona offesa.

Se non vi è stata violenza fisica, invece, si può applicare in suo favore la causa di non punibilità prevista dal primo comma dell’art. 649 c.p., anche quando la condotta tipica è stata realizzata con minacce e pressioni psicologiche.

Alla luce di questo principio, la Suprema Corte ha annullato con rinvio una sentenza di condanna nei confronti di un figlio che aveva tentato di estorcere denaro alla madre: i giudici di merito avevano escluso la configurabilità della causa di non punibilità senza, però, chiarire se le condotte potenzialmente estorsive fossero consistite solo in aggressioni verbali o anche in aggressioni fisiche.

Corte di Cassazione, Sesta Sezione Penale, 25579/2026

Praticante Avvocato Anna Maria Casillo

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